Farfalla, riservato agli esperti

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È forse lo stile di nuoto più spettacolare di tutti, il più difficile da imparare e da padroneggiare: il delfino o farfalla a volte scoraggia i nuotatori inesperti per il livello di coordinazione e la fluidità di movimenti necessari per una sua corretta esecuzione, ma una volta imparato può essere praticato con profitto. Nello stile delfino l´obiettivo è quello di creare una vera e propria onda, nata dall´oscillazione del capo e poi trasmessa al bacino e alle gambe. In questo modo la testa sarà in anticipo sul resto del corpo, per un movimento armonico che ricorda proprio quello dei delfini o di un uccello con le ali spiegate.Come nel crawl, anche nel delfino la bracciata viene divisa in più fasi: appoggio/presa, con l´entrata simultanea delle mani nell´acqua, la trazione col movimento delle mani verso l´esterno, la spinta, l´apertura e il recupero. Le gambe unite invece si impegnano in un movimento ondulatorio, simile a quello della coda dei grandi pesci, e sono assolutamente indispensabili per una propulsione esplosiva: non è un caso, del resto, che le «gambe a delfino» vengano utilizzate da tutti i nuotatori durante le fasi subacquee di ogni stile, quelle cioè che avvengono immediatamente dopo il tuffo o dopo la virata, così come in natura le grandi code garantiscono agli animali marini immediata velocità. Coordinare braccia e gambe non è facile: il corpo deve descrivere un´onda armonica e fluida, che coinvolge braccia, testa, gambe e bacino.La respirazione può essere effettuata sia frontalmente che, più di rado e solo in atleti molto esperti, lateralmente come nel crawl; se non viene eseguita nel modo giusto, visto il breve tempo passato fuori dall´acqua e dal momento faticoso in cui si effettua, porta però a un precoce affaticamento. Il modo migliore per iniziare ad apprendere il delfino è con la tavoletta, imparando l´oscillazione delle gambe unite e poi integrando anche il movimento delle braccia.