Macchina Fotografica

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La macchina fotografica è lo strumento principe della creatività per definizione. È stata spesso accostata ad una nuova forma di pennello della nostra epoca, in cui l’artista del XXI secolo riesce a ritrarre e a relazionarsi con il mondo circostante utilizzando la macchina fotografica come occhio capace di guardare oltre la realtà e di approfondirne le emozioni.   La storia della macchina fotografica inizia nell’epoca analogica, in cui i rullini, i flash a scoppio, le camere oscure erano il minimo comune denominatore per lavorare in questo settore. Oggi infatti è molto facile valutare la qualità dei propri scatti direttamente dalle preview visibili sui piccoli schermi LCD delle macchine fotografiche digitali, ma in passato questa operazione era possibile solo a posteriori, e con grandi difficoltà da un punto di vista tecnico.   Nel tempo però la tecnologia ha saputo evolversi andando a migliorare quelli che erano degli inutili ostacoli verso la creatività pura del fotografo. E così, lentamente, nel corso di diversi decenni, inizia a cambiare il paradigma della macchina fotografica così come lo abbiamo sempre conosciuto.   Il rullino viene sostituito dalle memorie a stato solido (le schedine SD) che possono comodamente ospitare centinaia di scatti in altissima qualità. La pellicola è stata sostituita dal sensore, che ora gestisce tutti i processi di immagazzinamento della luce per produrre una buona foto.   In questo modo si è arrivati vicino alla qualità creativa pura, in cui l’unico ostacolo tra sé e il mondo esterno sono i propri limiti. Chiunque oggi può comprare una macchina fotografica e diventare un grande fotografo. Certo, la creatività non basta, serve la tecnica e soprattutto la determinazione e l’umiltà di imparare quella che resta un’arte difficile. Trasmettere emozioni attraverso la fotografia: questo è il messaggio di cui la macchina fotografica si fa portatrice.