Colorare micronavi – seconda parte

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Dopo aver applicato il primer, si può passare alla pittura vera e propria. Per far sì che la vernice “tenga” e non si sfaldi col tempo o che, peggio ancora, non reagisca con l’umidità presente nell’aria e porti a un processo di corrosione che rovinerà la nave in miniatura, si può mettere il modello in un apposito forno elettrico (non nel forno normale di casa, per evitare che le vernici sviluppino vapori nocivi) e dopo ogni mano di pittura scaldarlo a 100 gradi per una mezz’ora. Attenzione in caso di pezzi particolarmente delicati o realizzati in materiali che non reggerebbero queste temperature. Per verniciare la nave in miniatura si parte dal ponte, poi tocca alle superfici verticali, facendo attenzione – se si è scelto di usare l’aeropenna – che la vernice così applicata non finisca sui ponti già dipinti in precedenza. Ci vuole una certa dose di manualità e di pratica per far “ruotare” il modello nell’angolo giusto in modo da evitare sbavature. In caso di errore, comunque, niente paura, il solvente è lì per aiutarvi. Ricoperte in questo modo le superfici più grandi della nostra nave in miniatura è necessario dedicarsi agli ultimi dettagli; qui non c’è altro modo che armarsi di pazienza e di pennello, per colorare fumaioli, alberi, torrette, scialuppe e tutto ciò che non faceva parte delle superfici orizzontali e dei ponti. Una volta completata anche l’ultima fase della coloritura si può passare ancora una volta in forno per fissare ulteriormente la vernice. A questo punto il modellista può scegliere se passare, come si fa di consueto, una mano di vernice trasparente sul modello; in caso positivo sarebbe meglio non effettuare l’ultima cottura in forno, perché potrebbe ingiallire la nave in miniatura, a meno che la sua coloritura non renda irrilevante un fenomeno di questo tipo.