B.B. King

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B.B. King, il cui vero nome è Riley B. King, è un chitarrista e cantante statunitense. Con una lunghissima carriera alle spalle, oggi rappresenta uno dei più importanti esponenti del blues. È infatti diventato un’icona del genere con la sua “Lucille”, una chitarra Gibson ES-355 custom, già a partire dagli anni cinquanta. Vincitore di 14 Grammy, è considerato il re del blues. Non a caso la rivista Rolling Stone l’ha posto al terzo posto come chitarrista più bravo del mondo.Nato a Itta Bena, una piccola città degli Stati Uniti nello stato del Mississippi ,il 16 settembre 1925, King ha passato la sua infanzia con la madre e la nonna lavorando come mezzadro nelle piantagioni di cotone. La passione per la musica giunge presto grazie a cantanti neri come T-Bone Walker e Lonnie Johnson e artisti jazz come Charlie Christian e Django Reinhardt. Il primo contatto con la musica arriva con le esercitazioni  in chiesa di musica gospel. Nel 1943 King si trasferì a Indianola, sempre nel Mississippi e tre anni dopo a Memphis, in Tennessee, dove affinò la sua tecnica di chitarrista con l’aiuto del cugino, il chitarrista country blues Bukka White. King incominciò a trasmettere la sua musica dal vivo sulla radio di Memphis WDIA, una stazione che fu tra le prime a trasmettere soltanto musica nera. Alla radio King incominciò ad usare il nome The Pepticon Boy, che più tardi divenne The Beale Street Blues Boy. Il nome fu poi abbreviato a Blues Boy e, infine, a B.B.La carriera esemplare di King comincia nel 1949 quando firma un contratto presso la RPM Records di Los Angeles diventando modello di chitarristi come J. Hendrix, E. Clapton, M. Bloomfield e B. Guy. Grazie a lui, alla fine degli anni Cinquanta, si è originata una nuova corrente del blues, il cosiddetto West Side Sound, più complesso e virtuosistico del precedente Chicago Blues, rappresentato negli anni soprattutto da M. Waters. Tra i suoi album più importanti e divenuti simboli nel panorama musicale del blues, figurano: “Live at the Regal Theater of Chicago” (1964), “Completely well” (1969), “Blues on the Bayou” (1998).