Storia della cucina in miniatura e accessori Parte 2

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Le cucine in miniatura in latta cominciano a fare la loro comparsa nelle case di bambola verso l’inizio del diciannovesimo secolo. Sono di questo periodo alcune delle più belle cucine mai realizzate dagli artigiani tedeschi ed europei, che fanno ricorso a tecniche sempre più sofisticate, con l’aiuto dello sviluppo tecnologico avuto con la Rivoluzione Industriale, per creare dei veri piccoli capolavori.L’età dell’oro per le case di bambola e le cucine in miniatura è dunque l’ultima metà del secolo: gli esemplari più belli portano la firma di ditte come la Lehmann, la Marklin, la Bing.Ma la grande innovazione di questi anni è proprio la possibilità di usare le piccole cucine economiche in latta per “cucinare”: per mezzo di candele o stoppini imbevuti nel materiale infiammabile, infatti, e di accessori resistenti al fuoco, per le bambine sarà possibile cimentarsi nella cottura di alcuni cibi.Il destino dell’industria del gioco sarà purtroppo quello di un lunghissimo stop e di una riconversione a fini bellici degli stabilimenti durante i due grandi conflitti mondiali. Contribuì anche la crisi economica globale e la Grande Depressione.Le cucine in miniatura di questo periodo risentono comunque dell’influsso delle correnti artistiche dell’epoca, come lo stile Liberty o Art Deco con le forme sinuose e il metallo cromato.Di lì a poco ci saranno i primi tentativi di razionalizzazione degli spazi e delle funzioni, con linee molto più sobrie e l’affermazione definitiva del colore bianco e delle piastrelle, anche per ragioni igieniche.metà del ventesimo secolonuova fase di espansione.Sarà poi verso la metà del ventesimo secolo che anche la produzione delle case di bambola conoscerà una nuova fase di espansione, facilitata dall’introduzione delle materie plastiche, con ambienti sempre più simili a quelli dei giorni nostri e produzione in serie, meno pregiata ma anche meno costosa.