La composizione: la regola dei terzi

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23 0 Tramonto sul mare

La regola dei terzi consiste nello spezzare l’immagine con due linee verticali e due linee orizzontali (dette linee di forza) in terzi, ottenendo una griglia con 9 riquadri delle stesse dimensioni.La maggior parte delle macchine fotografiche vi vengono in aiuto perché permettono di vedere materialmente questa suddivisione sullo schermo LCD; tuttavia vi incoraggio a visualizzarla da soli nella vostra mente, guardando all´interno del riquadro del mirino in modo da essere pronti in qualsiasi occasione e non perdere i momenti magici. E poi la soddisfazione sarà maggiore se riuscirete ad affidarvi alle sole vostre capacità.Le intersezioni delle linee immaginarie rappresentano le quattro opzioni dove collocare il soggetto della scena. Non esiste una formula prestabilta per sapere se un punto di intersezione è migliore di un altro: la scelta dipende dal gusto personale, dal soggetto inquadrato e dal risultato che vogliamo ottenere. Un’altra possibilità interessante è di collocare il punto d’interesse principale lungo una delle linee di forza.Applicando questa semplice regola otterrete foto interessanti e bilanciate in cui lo spettatore riesce a interagire con la foto. Lo confermano anche alcune ricerche: l’occhio umano spesso si sofferma naturalmente sui quattro punti di intersezione piuttosto che sul centro dell’immagine.Il paesaggio è una tipologia fotografica molto amata e praticata anche dai fotografi alle prime armi ? specialmente in vacanza ? e quindi rappresenta un ottimo esempio per capire come applicare la regola dei terzi.Ispirandoci alla foto dell´articolo, immaginiamo di trovarci in spiaggia, davanti a un romantico tramonto che colora il mare di rosa e arancione; lasciarci sfuggire questa incantevole scena da cartolina sarebbe un vero peccato. Quindi mano alla macchina fotografica e valutiamo la composizione. Se collocate la linea dell’orizzonte perfettamente al centro otterrete una foto piatta e monotona: ‘un’inquadratura perfettamente centrata, infatti, è talmente stabile da risultare del tutto priva di tensione dinamica’ ha scritto il fotografo inglese Michael Freeman. Provate invece a posizionare l’orizzonte su una delle due linee di forza orizzontali: il risultato sarà molto diverso. Inquadrando l’orizzonte in basso valorizzeremo il cielo vivace e dominato dal sole infuocato del crepuscolo; invece, collocando l’orizzonte in alto daremo risalto al riflesso del sole e ai toni caldi del cielo sul mare.Con il tempo e la pratica la regola dei terzi diverrà un automatismo; tuttavia non scordate mai di chiedervi, prima di fare ‘click’, quali sono i punti di interesse principali della scena e dove volete posizionarli.Non solo in fase di scatto: la regola dei terzi si applica anche in fase di post-produzione dove possiamo correggere una foto con un taglio insoddisfacente grazie agli strumenti dei programmi di editing. Un’ultima importante indicazione: non pensate che le foto non strutturate in base a questa regola siano sbagliate. La regola dei terzi, infatti, non è l’unico accorgimento di composizione in fotografia; niente e nessuno vi vieta di ignorarla, di trasgredirla e di esplorare tecniche diverse. In fondo persino il Dalai Lama ha detto: “Impara bene le regole, in modo da sapere come infrangerle nella maniera appropriata”.Di Eleonora Festari©iStockphoto.com/konradlew